Da quando abbiamo intrapreso la nostra attività professionale ci siamo resi conto che nella maggioranza dei casi, fra i clienti che ci hanno contattato per la progettazione di giardini (ma spesso anche tra giardinieri e imprese edili) è un pensiero comune che il giardino e gli spazi esterni siano una sorta di territorio di nessuno, in cui quasi tutto è permesso.
Ovviamente questa è una credenza fortemente errata, se non anche pericolosa dato che espone cittadini inconsapevoli ai rischi derivanti dalla realizzazione abusiva di opere senza l’ottenimento dei dovuti permessi.
Con questo articolo vogliamo fare chiarezza sulla regolamentazione dei principali interventi di garden design che più di frequente vengono richiesti dai clienti.

Normativa Italiana da considerare per la progettazione di giardini e spazi esterni
Premettendo che la maggior parte di opere che vengono realizzate nei giardini (ad eccezione di quelle che interessano la vegetazione) sono a tutti gli effetti inquadrabili come opere edili, la norma fondamentale che detta gli indirizzi anche nella progettazione di giardini è il DPR 380/2001 (Testo unico sull’edilizia). Come nel caso degli interventi sugli edifici poi, si dovrà tenere conto dell’eventuale normativa Regionale e Comunale di competenza.
Purtroppo leggi e regolamenti omettono spesso di citare in maniera esplicita gli interventi che più frequentemente interessano le aree esterne degli edifici, pertanto nel corso degli anni una nutrita giurisprudenza ha contribuito a fare chiarezza sui casi specifici.
Oltre al Testo Unico sull’Edilizia, la progettazione di un giardino deve essere attuata tenendo conto del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DPR 42/2004) e dell’eventuale PPR (Piano Paesaggistico Regionale) della Regione di Competenza. Un giardino, specie se di dimensioni considerevoli, diventa a tutti gli effetti parte del paesaggio circostante.
Ancora, va considerata con estrema attenzione la presenza di eventuali SIC (Siti di interessi comunitario), ZPS (Zone di protezione speciale) o di altri vincoli ambientali dato che l’inserimento di specie vegetali non adatte potrebbe generare dei danni anche considerevoli agli ecosistemi circostanti.
A livello Comunale potrebbe essere presente un regolamento del verde che detta gli indirizzi progettuali anche per il verde privato.
Già da queste prime righe ti renderai conto che la progettazione di giardini è normativamente più complessa di quanto comunemente si pensi.
“Ma quindi per per pavimentare tutte le aree scoperte mi serve un permesso?!!”
La risposta a questa domanda comune, con buona pace di molti è: quasi sicuramente si!
Partiamo quindi indicando quali interventi che interessano la progettazione di giardini sono realizzabili in regime di edilizia libera, per poi darti alcune indicazioni di massima sui permessi necessari per alcuni degli interventi più comuni.
Interventi sulle aree esterne soggetti a edilizia libera
Il Glossario dell’Edilizia Libera del 2018 è un utile strumento (che fa seguito alla Tabella A del D.Lgs 222/2016) fornito dal legislatore per inquadrare con maggior chiarezza le principali opere che rientrano nel regime di edilizia libera ai sensi dell’art. 6 del DPR 380/2001.
In base a tale documento è ormai assentito che senza l’ottenimento di alcuna autorizzazione è possibile realizzare:
- L’impianto di illuminazione esterno;
- Barbecue in muratura;
- Opere di arredo in muratura (fioriere, fontane, muretti, panche…);
- Ricoveri per animali domestici e voliere;
- Pergotende con copertura leggera;
- Gazebo e Pergolati purché di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo;
- Ripostigli per attrezzi da giardino purché di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo.
Si presti particolare attenzione a quella dicitura usata per le ultime due voci del precedente elenco “purché di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo“. Interpretare correttamente il suo significato è tutt’altro che semplice, e torneremo sulla questione fra qualche paragrafo.
Pavimentazione di aree esterne con terreno libero
Veniamo ad uno degli interventi più richiesti in assoluto: la pavimentazione di aree esterne. Capita che molte persone decidano di pavimentare delle aree scoperte del proprio giardino. Questo intervento, oltre ad essere poco funzionale (potremo spendere decine di righe ad indicare i benefici che una vegetazione correttamente progettata e curata ha sul microclima della casa e dell’ambiente urbano) è soggetto all’ottenimento di un titolo edilizio: quasi sempre il permesso di costruire.
Pavimentazioni ottenute con gettate di calcestruzzo sul terreno libero risultano quasi sempre interventi rilevanti dal punto di vista urbanistico e contrastano con la tendenza sempre più adottata di ridurre al minimo il consumo di suolo anche nelle città.
Questa lavorazione viene effettuata con estrema leggerezza e senza capire il reale impatto che può avere e i rischi a cui espone il cittadino.
Se lo strumento urbanistico in vigore nel proprio Comune individua un indice di permeabilità, è possibile realizzare delle pavimentazioni di aree scoperte in regime di edilizia libera, con l’uso di materiali aventi una permeabilità che rispetta tale parametro.
Un tecnico che si occupa di progettazione di giardini saprà individuare la soluzione più opportuna alle esigenze del proprio cliente. Sconsigliamo il fai da te o le pseudo consulenze incaute di realizzatori poco accorti.
Installazione di una piscina fuori suolo
Abbiamo già spiegato in un nostro articolo di qualche settimana fa i permessi edilizi necessari per la realizzazione di una piscina. La realizzazione di una piscina è un caso molto frequente per cui ormai si ha una certa consapevolezza tra gli utenti, almeno nel caso delle piscine interrate.
Rimane tuttavia convinzione comune che le piscine fuori terra e semi interrate prefabbricate siano sempre considerabili opere d’arredo e pertanto liberamente installabili. Anche in questo caso, la giurisprudenza in materia dimostra che le cose non sono così semplici come si è soliti pensare.
Ogni intervento va circostanziato e calato nella propria realtà, considerando gli strumenti normativi che esistono nel Comune e nella Regione in cui si prevede di eseguirlo. È probabile che anche in caso di piscine fuori terra prefabbricate sia necessario legittimare l’opera con una SCIA.
Abbattimento alberi
Abbattere un albero può diventare un’esigenza che, spesso a malincuore, i proprietari di giardini potrebbero dover compiere per vari motivi.
L’abbattimento di un albero ad alto fusto, anche in un giardino privato, è un’attività che può essere soggetta a diversi iter burocratici. Come nei casi precedenti, la presenza di specifici regolamenti Regionali, o più frequentemente Comunali (regolamento del verde) potrebbero rendere necessaria un’autorizzazione.
Nelle regioni d’Italia più all’avanguardia in materia di verde urbano, gli abbattimenti vengono autorizzati dalle amministrazioni a seguito di istanze di abbattimento che devono essere presentate da un agronomo, corredate da specifici elaborati tecnici .
Potrebbe essere richiesta una specifica autorizzazione all’abbattimento da parte dell’Amministrazione comunale competente, anche quando nel territorio sono in corso delle epidemie fitosanitarie (come ad esempio quella del cancro colorato del Platano nella regione Toscana). In questi casi, operazioni di abbattimento incontrollate possono comportare gravissimi rischi di natura sanitaria per il patrimonio arboreo territoriale.
Un altra casistica frequente è quella dell’abbattimento di alberi in giardini che si trovano in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. In questo caso, fatte salve eventuali altre autorizzazioni, sarà necessario richiedere anche un’autorizzazione paesaggistica semplificata ai sensi del DPR 31/2017 per poter attuare l’intervento.
Salta all’occhio quindi come anche per l’abbattimento di alberi in giardini privati di pertinenza di un abitazione, la normativa Nazionale non detta procedure univoche (ad eccezione di quelle relative ai vincoli paesaggistici) e spesso la regolamentazione è demandata agli enti locali.
In Sardegna, la Regione in cui noi operiamo maggiormente, gli interventi di abbattimento di alberi in giardini privati, vengono di frequente praticati con la sola autorizzazione autoconcessa da parte dello stesso proprietario, e ancor più tristemente non viene attuato quasi nessun tipo di controllo su questo genere di interventi.
Gazebo e pergolati
Nel paragrafo relativo agli interventi inquadrati all’interno dell’edilizia libera abbiamo citato i gazebo ed i pergolati. Queste strutture vengono ammesse nel regime di edilizia libera solo qualora abbiano dimensioni limitate e siano non stabilmente infissi al suolo.
Delle indicazioni così vaghe hanno lasciato spazio ad interpretazioni piuttosto fantasiose spesso seguite poi da numerose sentenze dei TAR che hanno fatto giurisprudenza.
Tale giurisprudenza analizza ovviamente il caso specifico oggetto del contenzioso, fornendo un utile orientamento per interventi simili. Tuttavia ogni caso è peculiare e va valutato singolarmente.
Se è scontato che per installare un semplice gazebo come quelli acquistabili in qualsiasi Brico o Garden center, facilmente smontabile e removibile non ci voglia nessun permesso, non è altrettanto scontato che l’installazione di un gazebo in legno prodotto artigianalmente sia altrettanto libera… e questo era soltanto un esempio.
La casistica è talmente varia che se stai pensando di installare un gazebo o una struttura coperta nel tuo giardino (pergotende, pergolati e simili) dovresti per lo meno sincerarti della possibilità di farlo liberamente recandoti presso l’ufficio tecnico del tuo Comune e chiedendo un primo parere ai funzionari. Questo tipo di opere infatti potrebbe richiedere una CILA, una SCIA o nei casi più rilevanti anche un Permesso di Costruire.
Anche in questo caso ti sconsigliamo vivamente il fai da te o di affidarti a venditori che ti presentano prodotti con claim attraenti (del tipo: “si installa senza permesso“) senza prima esserti rivolto ad un tecnico specializzato che conosca realmente la normativa urbanistica… D’altronde, come si dice: “mai chiedere all’Oste se il vino è buono”.
Conclusioni
Quelli che abbiamo esaminato sono solo i più comuni fra gli interventi che rientrano nella progettazione di giardini. Ti sarai accorto che a differenza di quanto avviene per la progettazione di edifici e per gli interventi da eseguire all’interno delle abitazioni, la normativa che regolamenta le più comuni opere di garden design è vaga oltre che abbastanza scarna.
È complesso determinare a priori se un intervento o un’opera richiedano o meno delle autorizzazioni poiché molto dipende dai regolamenti locali che possono chiarire in modo più approfondito le leggi nazionali.
Come abbiamo ribadito più volte nel corso dell’articolo è sconsigliato il fai da te, così come rivolgerti direttamente a chi vende o realizza ciò che stai cercando, per ottenere pareri di natura tecnica. Se hai dei dubbi sulla libera realizzazione di un intervento puoi iniziare chiedendo un parere all’ufficio tecnico del tuo comune.
Non abbiamo approfondito il discorso sull’inserimento della vegetazione all’interno del giardino. Questa tematica meriterebbe un articolo a sé. Inserire specie potenzialmente invasive all’interno del proprio giardino potrebbe comportare danni ingenti agli ecosistemi circostanti. Inoltre anche la scelta delle piante da mettere a dimora è un aspetto progettuale che potrebbe essere regolamentato a livello locale.
La progettazione di giardini è una materia di alta specializzazione, pertanto se vuoi un giardino bello, funzionale e adatto alle tue esigenze e vuoi essere certo di realizzare delle opere con le dovute autorizzazioni, la cosa migliore è rivolgerti ad un agronomo specializzato in questo ambito.
Se hai delle domande e vuoi una nostra consulenza per un intervento da eseguire o vuoi riprogettare gli spazi del tuo giardino contattaci! Sapremo come aiutarti al meglio.
Al prossimo articolo, e buon 2024!
Dott. Agr. Alessandro & Ing. Valeria


